venerdì 4 marzo 2016

Tutto scritto nel nostro DNA..


Come per me, per milioni di donne italiane tutti i giorni suona la sveglia in anticipo rispetto al resto della famiglia per organizzare, pianificare al meglio la giornata, avere tutto sotto controllo, per poi andare al lavoro e concentrarsi sui propri impegni.
Un doppio lavoro, una doppia vita , una doppia fatica, ma spesso anche una doppia soddisfazione con effetti di gratificazione che raggiungolo livelli esponenziali, soprattutto quando si tratta dei figli.
Tutto questo è alimentato da un istinto che noi donne scopriamo nel momento i cui dobbiamo affrontare le responsabilità della famiglia, ma che abbiamo ereditato nel nostro DNA e dagli esempi delle nostre madri che hanno lasciato attraverso i consigli o semplicemente i ricordi del passato, un dolcissimo passato.
La realtà di oggi, però, è leggermente diversa da quello del passato, quando le nostre madri seguivano per la maggior parte del tempo la casa e la famiglia senza doversi preoccupare di gestire anche un lavoro e portare a casa uno stipendio.
Viviamo in un'epoca che si sta ridimensionando, la difficoltà nel tenersi un lavoro, ha messo in allarme le donne soprattutto, che provano a reciclarsi, a mettersi in discussione, ad aggiornarsi, perche il mondo va avanti e dietro una difficoltà c'è sempre una nuova possibilità.
Siamo adulte, responsabili e materne.Siamo lavoratrici, siamo casalinghe, siamo amiche, mogli, compagne, amiche , madri.
Ogni donna ha la possibilità di poter conciliare in una sola vita diversi ruoli, allo stesso modo, pretende di poter ottenere il massimo sempre e comunque.
Noi possiamo fare tutto, abbiamo un'intelligenza emotiva e organizzativa che chiamerei multitasking, la quale ci consente di gestire al meglio tutti gli impegni del quotidiano.
La capacità di sopportare stress lavorativo attraverso soluzione, immediate, capita,  anche sbagliate, ci permette di vedere il cuore delle cose, come se avessimo il terzo occhio.
Tutte noi donne dobbiamo fare i conti con gli impegni familiari, molte di noi devono districarsi, per necessità, tra famiglia e un lavoro che è solo un'entrata economica senza passione per poter vivere in maniera decorosa, ma poche riescono ad amministrare al meglio la vita familiare e raggiungere al tempo stesso, posizioni rilevanti di carriera e il successo dei propri obiettivi.
Cosa fare? Come fare?Siamo soddisfatte?Possiamo cambiare qualcosa?
Cerchiamo di tirarci fuori dal mondo in cui siamo immerse che ci circonda e mettiamoci a osservare dall'esterno la situazione.
Le soluzioni ci sono..basta decidere di volerle trovare!!!

Look fai da te!


Seguo la moda , solamente su internet e occasionalmente sfogliando le riviste mentre aspetto il mio turno dalla parucchiera o dal medico, ma ammetto che è meraviglioso, il fascino che i bei vestiti regalano ad ogni donna, ne mascherano i difetti, ne evidenziano i pregi, insomma, effetto photoshop assicurato!
Nel nostro paese ci sono veri maestri del gusto e creatori di  alta moda come Armani, Versace, Dolce &Gabbana, Gucci, dalle piccole boutique sartoriali alle case di moda che da sempre il mondo ci invidia.
Nella vita di tutti i giorni, lo ammetto, cerco il vestito comodo, ma comunque particolare, dal dettaglio di un'accessorio, ad una scarpa strana e per farlo non è necessario che io spenda soldi senza criterio per vestire, serve gusto e una buona dose di creatività.
Non è necessario pensare che per forza indossare capi prestigiosi, all'ultima moda, ci possa far sentire più belle.Si può anche accostare un capo di qualità, più costoso a qualcosa di più a buon mercato, magari scovato in qualche mercatino Vintage, l'importante è che sia in armonia nell'abbinamento.
Riuscire a creare un look personale, elegante ed economico sia la dimostrazione di grande senso estetico e di personalità.
Il boom del Vintage che è scoppiato in Italia, negli ultimi anni, ne è la dimostrazione.
Quanta soddisfazione quando scoviamo nei vecchi armadi o bancarelle o nelle soffitte di casa, vestiti che indossavano i nostri genitori, tanto tempo fà e provandoli ci accorgiamo non solo di avere la stessa taglia, che gia è una sorpresa, ma che indossandoli riviviamo il trend del momento, ovviamente in rivisitazione contemporanea.
I capi di una volta si possono stringere, allargare, modificare, correggere a seconda dell'esigenza, come se non passassero mai di moda.

Aveva sempre un sacco di tempo libero


Forse è l'occasione per far sapere ai miei amici e familiari che un'espressione che non vorrei usassero nel mio necrologio fosse "ERA UNA DONNA MOLTO IMPEGNATA"..
Non vorrei essere ricordata come una che andava sempre di corsa, piena d'impegni, iperattiva.
Non mi dispiacerebbe "LAVORATRICE INSTANCABILE", se qualcuno volesse dire "VERSATILE", nel senso che facevo tante cose diverse, mi andrebbe bene.
Hanno comunque, un altro significato, rispetto all'essere tanto prese da non saper dove sbattere la testa.
Anzi, non mi turberebbe e certamente,il mio fantasma non  li tormenterebbe di notte, lo giuro, se nel mio necrologio ci fosse scritto:"AVEVA SEMPRE UN SACCO DI TEMPO LIBERO".
Il tempo libero dovrebbe essere una priorità assoluta per tutte le donne e , al diavolo , forse anche per gli uomini.
In Svezia, al via l'esperimento delle sei ore lavorative giornaliere, fantastico vero?
Dovremmo averne in abbondanza nel nostro paese, non l'abbiamo perche siamo troppo occupati.
L'idea di perdere tempo spaventa a tal punto che siamo diventati esperti nel sembrare presissimi, anche quando non abbiamo nulla da fare.
Forse per questo che, quando abbiamo tempo libero in programma, non è mai libero, nel vero senso della parola.

mercoledì 2 marzo 2016

E' un cane che si morde la coda!!


In una Società come la nostra, si pensa prima di tutto a sfruttare al meglio il tempo, avendone a disposizione sempre pochissimo o volendo fare mille cose alla volta, abbiamo bisogno di più tempo. Non potendo allungare le giornate , accorciamo, i tempi di fatica, e per farlo dobbiamo usufruire di varie comodità.
Queste comodità, però,hanno un costo in soldi e per poter pagare dobbiamo lavorare di più, col risultato che abbiamo sempre meno tempo.
"E' un cane che si morde la coda.."

Ma vale davvero la pena evitare la fatica fisica?

Una cosa è certa, io preferisco la fatica fisica a quella mentale.
La stanchezza fisica  va via con una bella dormita, quella mentale è molto più difficile mandar via.
Ho notato una cosa in chi lavora tanto per stare meglio economicamente, coloro che lavorano troppo, non si godono il riposo.
Chi è abituato a "fare fare fare" e ha la testa piena di pensieri, arrivato al momento delle ferie, o del semplice weekend, non riesce a rilassarsi completamente,vi assicuro che è vero, l'ho testato personalmente, e si scatta per ogni imprevisto e ogni cosa , all'apparenza normalissima, diventa faticosa e pesante.
Cucinare, ad esempio, diventa una fatica e l'alternativa è il ristorante o i piatti pronti che sono una spesa economicamente non indifferente.
Vogliamo davvero dare un valore al nostro tempo?
Allora usiamolo per valori veri e duraturi, passiamolo con la nostra famiglia, col nostro compagno, con i nostri figli ed amici.
Un'ora di straordinario sul posto di lavoro vale molto meno di un'ora passata a casa con le persone che amiamo.
A conti fatti, il tempo è molto più prezioso del denaro!!

martedì 1 marzo 2016

Packagin intelligente...la Family bag



Il Ministero dell'Ambiente ha promosso, durante la Giornata Mondiale della Prevenzione dello Spreco Alimentare, la fase pilota del progetto FAMILY BAG.
Esso propone di rivoluzionare le abitudini degli italiani al ristorante.
Mi direte , nulla di nuovo, visto che a tutti è capitato di tornare a casa, con i pezzi di pizza , che il vostro figlioletto, non ha terminato, confezionati nel cartone da asporto.
Ora sarà possibile richiedere una Family Bag, per trasportare a casa pietanze avanzate, adottando un comportamento anti spreco e allo stesso tempo, ricevendo un contenitore dall'estetica curata, realizzata nei diversi materiali di imballaggio, dall'acciaio all'alluminio, dalla carta al legno e alla plastica.Presso il circuito dei ristoranti aderenti a questa iniziativa, sarà, infatti, possibile richiedere un Family Bag, per trasportare le pietanze, qualunque esse siano.
La “Family Bag” potrebbe segnare l’inizio di un cambio culturale.
Portando a casa il tuo cibo, materiale brevettato a livello mondiale, riciclabile al 100%, infatti, si aiuterà a evitare gli sprechi e lusingherai lo chef portando le sue ricette anche a casa tua, magari condividendole con la tua famiglia o con i tuoi amici, oppure offrendolo a chi ne ha più bisogno.
 
 
 

lunedì 29 febbraio 2016

Concetto Packaging



Anche nel mondo del packaging è interessante valutare i cambiamenti e le novità in arrivo, grazie alle tecnologie innovative che permettono di semplificare e rendere quasi banali alcune azioni quotidiane. Premesso che l’imballaggio dovrebbe avere sempre tre caratteristiche: essere economico, ecologico e pratico, la ricerca lavora sempre più verso il concept packaging. Molte innovazioni riguardano infatti il design, la forma, la possibilità di ridurre il materiale necessario e risparmiare spazio all’interno del frigorifero. Non mancano però vere e proprie rivoluzioni. Ecco alcune delle nuove tecnologie messe a punto nell’anno appena trascorso.

Imballaggio commestibile

Ispirandosi ad una semplice mela, un team di ricercatori dell’Università di Harvard, guidati dal professor David Edwards ha creato una tecnologia chiamata Wikicell che consente di creare imballaggi commestibili per alimenti e potrebbe mandare in pensione la plastica. Si parla di una membrana protettiva realizzata con una miscela di particelle di alimenti legata a carboidrati, in grado di essere utilizzato per: yogurt, caffè, bevande alcoliche. Questa membrana permette tra l’altro di ridurre i rifiuti .

Imballaggi intelligenti

I ricercatori del’Università del Connecticut, Rutgers University con il supporto di Kraft Foods hanno inventato una “lingua elettronica” che attraverso speciali sensori cambia colore quando il cibo si deteriora e non è più commestibile. Altre soluzioni riguardano conservanti che rallentano il processo di deterioramento o neutralizzano batteri prolungando la durata del cibo confezionato.

Imballaggi solubili in acqua

Un prodotto rivoluzionario inventato da MonoSol per i fast food è l’imballaggio solubile in acqua, utilizzabile anche per alimenti come cereali e zuppe. Questo nuovo materiale si scioglie in acqua senza lasciare tracce e senza contaminare il liquido. Il packaging permette di ridurre il tempi in cucina e rappresenta un passo avanti per la riduzione degli sprechi.

Micro Packaging

Anche se ampiamente criticata per il suo impatto ambientale, la plastica è forse il materiale più utilizzato in ambito alimentare per le caratteristiche chimico-fisiche.
Gli scienziati del Texas A & M University propongono un nuovo materiale simile alla plastica per confezionare gli alimenti, che però risulta più forte, durevole e, soprattutto, più sottile. Lo spessore è simile a quello di un capello umano e risulta più facile da smaltire avendo tempi di decomposizione rapidi. Il nuovo materiale è a base di acqua abbinata a un particolare polimero solubile e all’argilla.
Il mondo legato alle nanotecnologie e ai nanomateriali è in forte sviluppo, anche se non mancano le perplessità sulla sicurezza per queste nuove tecnologie. Secondo diverse aziende produttrici di imballaggi il vantaggio di utilizzare nanotecnologie nel packaging alimentare è da ricercare nella possibilità di aumentare la durata di conservazione, in particolare di quelli trasformati.

Imballaggi auto-raffreddanti e auto-riscaldanti.

Il problema di dover aprire alimenti confezionati e riscaldarli o raffreddarli prima del consumo, è stato affrontato da alcuni ricercatori che hanno sviluppato tecnologie ad-hoc. “Microcool” è in grado di assorbire anidride carbonica dall’aria e di rilasciarla appena si preme un pulsante ottenendo l’immediato calo della temperatura. Uno tra i prodotti più gettonati nell’ambito dell’imballaggio auto-riscaldante, si chiama HeatGenie; un materiale che aggiunto sul fondo del contenitore è in grado di riscaldare alimenti fino a 65 C° in due minuti.

Porta i tuoi contenitori


UNA SPESA PIÙ LEGGERA, SENZA IMBALLAGGI!

Solo prodotti non confezionati e bevande alla spina: è la formula dalla nuova catena di punti vendita che ha scelto come insegna Negozio Leggero. Una rete di locali che coniugano tutela dell’ambiente e imprenditoria, un progetto commerciale sì, ma anche culturale, per consumare meglio e in modo più consapevole. La diffusione è affidata a un franchising “alternativo”, che ha appena inaugurato nuove aperture a Roma (in via Chiabrera 80, zona San Paolo), Milano e Asti. Altri negozi si trovano a Torino, Novara, Moncalieri.

Sugli scaffali – o meglio, nei distributori – si trovano 1200 referenze: alimentari, detersivi, igiene personale, libri, pannolini lavabili e altri articoli per l’infanzia, cosmesi, dal biologico al locale fino al tradizionale. Niente imballaggi, scatole, flaconi, incarti di cellophan, ma solo prodotti sfusi. «Il primo negozio è stato aperto a Torino tre anni fa – spiega Lidia Signori, responsabile della comunicazione – con la volontà di espandersi a livello nazionale attraverso una rete di franchising molto selezionato: e questo spiega perché i negozi sono ancora pochi».

I cardini dell’attività sono, oltre alla riduzione dei rifiuti grazie all’eliminazione degli imballaggi, un’attenta attività di ricerca che analizza tutte le filiere produttive per cercare i fornitori e un servizio di informazione alla clientela, per spiegare al consumatore cosa sta acquistando.

Come funziona il Negozio Leggero? La distribuzione “alla spina” di prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona permette di acquistare alimenti, detersivi, basnoschiuma… senza imballaggi, contribuendo a ridurre la produzione dei rifiuti domestici. Inoltre, la ricerca della qualità e il controllo di filiera su tutte le referenze permettono di avere prodotti di alta gamma a un prezzo inferiore rispetto al corrispettivo confezionato. Il cliente può acquistare nel negozio i contenitori la prima volta e poi riutilizzarli, oppure portare i propri contenitori da casa e riempirli.

«La riduzione dei prezzi – analoghi e a volte inferiori a quelli della GDO – è legata soprattutto all’eliminazione degli imballaggi che, oltre a pesare nella gestione dei conti pubblici per lo smaltimento, incidono anche sulle tasche dei cittadini dal 30% al 70% a seconda dei prodotti. Il packaging incide meno su prodotti come pasta o legumi, parecchio su detersivi e spezie, sia per il tipo di confezione (per esempio, il barattolino di vetro con tappo della cannella) sia per il marketing, la pubblicità, l’etichettatura e così via».

Nel Negozio Leggero si fa anche cultura ambientale e alimentare con un calendario mensile di incontri tematici, corsi di approfondimento, presentazioni di libri e laboratori pratici di cosmesi naturale, cucina o saponificazione casalinga.


L’idea di creare una rete di negozi specializzati nella vendita di prodotti sfusi è venuta a Ecologos, un ente di ricerca ambientale che nel 2009 ha aperto il primo punto vendita a Torino e coordina progetti nazionali per la distribuzione di detersivo alla spina nei supermercati, il Riducimballi (www.riducimballi.it) che coinvolge 30 comuni laziali che hanno attivato sul territorio diversi percorsi di riduzione dei rifiuti alla fonte, come la “Fontana Leggera” per la distribuzione di acqua pubblica liscia e gasata.

Aggiunge Cinzia Vaccaneo, presidente di Ecologos: «I negozi sono molto eleganti, ambienti piacevoli e rilassanti. Ma noi puntiamo soprattutto sulla convenienza, per evitare che il punto vendita venga erroneamente percepito come una “boutique” di lusso. Nei Negozi Leggeri si spende come al supermercato.

Per questo cerchiamo di mediare tra i prezzi delle private label (i prodotti a marchio del supermercato) e i marchi delle multinazionali, ovviamente a parità di formulazione.
Per farsi un’idea, ecco i listini di alcuni prodotti:
– detergente piatti: 0,8 €/kg
– vino barbera Piemonte, 11 gradi: 1,99 €/litro
– pasta: 1,4 €/kg
– riso Thaibonnet: 1,97 €/kg
– caffè 50% arabica, 50% robusta: 1,62 €/etto